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«Ma Concetta non vedi che i tuoi figli non fanno altro che guardare la tivù?»

«Embè, non sono solo i miei figli, sono anche i tuoi.»

«Non mi rompere le palle! Sei tu ad essere a casa. Allora sei tu quella che devi badare a quello che fanno i bambini.»

«Adesso c’ho da fare con la pulizia. Perché non ci badi tu a loro?»

«Pensi che io non combino proprio un cazzo in tutto il santo giorno? Mi spezzo la schiena per tutti e quattro e non ho il tempo per queste cose. Tu sei una casalinga. La pulizia ed i bambini sono affari tuoi.»

«Allora se questi sono affari miei sono io a decidere. Vattene al lavoro e lasciami in pace!»

«Non ti preoccupa l’educazione dei bambini? Se invece di stare tanto tempo di fronte alla tivù studiassero i loro risultati negli esami sarebbero più alti. L’educazione dei figli è più importante della pulizia.»

«Guarda chi parla! Come se non fosse importante per te trovarti ogni mattina i tuoi vestiti puliti e stirati. Mica pensi che io debba cucinare, pulire, stirare, fare la spesa e badare che i bambini non guardino la tivù! Loro studiano e vengono sempre promossi. Lo so che non sono tra i migliori studenti del loro corso ma non gli si può chiedere di più. Sono i figli di una casalinga e di un commerciale che non è stato mai all’università.»

«Guarda che io non ne ho avuto la possibilità di andarci alla università!»

«Ma cazzo! Credi che io non abbia mai sentito dire che tu non eri un bravo studente?»

«Ma dai, voglio che i miei figli abbiano un futuro migliore. Perché te la prendi con me?»

«Sei stato tu ad iniziare a litigare. Io sono sempre a casa e devo fare il poliziotto cattivo. Non ce la faccio ad essere sempre quella che grida in continuazione. Per una volta sarebbe bene che fossi tu ad essere il cattivo.»

 

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