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“I promessi sposi”  è stato pubblicato fra il 1840 e il 1842. Sebbene questo romanzo storico racconti degli avvenimenti accaduti due secoli prima, è ovviamente segnato dai fatti e dal pensiero del  secolo XIX.

Con la Rivoluzione Francese del 1789 cambia il modo di concepire lo Stato e l’idea di “nazione” comincia a germinare. L’Italia era allora un mosaico di piccoli paesi e una parte del suo territorio attuale era sotto la dominazione austriaca. La prima metà dell’ ottocento è un’epoca di molti cambiamenti a livello politico-sociale che vedrà nascere il Regno d’Italia nel 1871 dopo una serie di moti (Piemonte, Spagna, le due Sicilie). Una lunga guerra contro l’impero austriaco permette di ricuperare progressivamente diverse regioni occupate dagli austriaci e allo stesso tempo,  la spedizione dei mille riesce ad annettere le regioni del regno di Due Sicilie.

Per quanto riguarda il contesto culturale, un fenomeno nato in opposizione all’Illuminismo domina tutti gli aspetti intellettuali e artistici dagli ultimi anni del settecento alla prima metà dell’ottocento:  il Romanticismo, movimento vasto, complesso e profondo. Se il primo esaltava la ragione libera dai pregiudizi religiosi come strumento per accedere alla verità dell’universo, i romantici considerano invece che la ragione è incapace di comprendere la realtà profonda dell’uomo e del mondo. Per loro, l’organo funzionale per penetrare nell’essenza dell’universo è il sentimento. Data l’importanza accordata al sentimento, i romantici realizzano delle profonde analisi interiori e celebrano  la soggettività e l’immaginazione. Nella loro visione c’è però uno scontro tra l’amore e le convenzioni sociali considerate come ostacoli  spesso insormontabili. La società è ostile; la vita, tragica, perché l’uomo è sottomesso a poteri contro i quali non si può vincere; la storia, considerata come un processo graduale di progresso, è però guidata da Dio e non dagli uomini. Per tutto questo, le tematiche dei romantici sono piuttosto negative. I loro eroi sono sia dei ribelli che lottano contro questi poteri pur sapendo che il loro fallimento è inevitabile, sia delle vittime che, consapevoli della propria sconfitta, invece di battersi spesso si tolgono la vita.

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