Tag

,

 

I miei genitori hanno una casa con giardino dove vanno spesso. Quando ero piccola ci andavo durante le vacanze. Ogni estate si avvicinavano uno o due gatti randagi a cui davamo gli avanzi ma non li lasciavamo entrare in casa. Un’estate uno è entrato una mattina in casa e siccome era molto tenero e carino i miei genitori non l’hanno cacciato. Dunque avevamo il permesso (ho due sorelle) di lasciare entrare il gatto ogni tanto per più o meno un’ora. Penso che non gli abbiamo dato mai un nome.

La mattina, quando aprivamo la porta, il gatto entrava. Io avevo la scoliosi e dovevo fare ginnastica. Tra i vari esercizi ce n’erano tre in cui dovevo strisciare e li facevo lungo il corridoio. Il gatto giocava con me come se fosse un piccolo bambino. Si nascondeva in una camera, guardava ogni tanto tirando fuori solo la testa per vedere se mi avvicinavo e si nascondeva un’altra volta. Una volta che avevo finito di strisciare davanti alla porta di quella camera lui usciva di corsa, mi saltava addosso aggrappandosi con le unghie ai miei calzini e si lasciava trascinare per due metri, dopo si stacava e ritornava a nascondersi aspettando il mio ritorno. Tutta la famiglia si è intenerita con questo gatto. Malgrado il gatto vedesse, quando tirava fuori la testa, che io lo avevo visto, sembrava proprio che pensasse che io lo avrei dimenticato e che sarebbe riuscito a sorprendermi.

Questo è successo quando ero un’adolescente ma lo ricordo ancora. Mi dispiace non poterlo descrivere ma non ricordo se era totalmente nero o aveva delle macchie bianche. Quello che lo ha reso diverso degli altri gatti è stato il suo modo di comportarsi. Penso che dopo l’estate, siccome siamo ritornati a Barcellona, sia andato in un’altra casa alla ricerca di qualcosa da mangiare.

 

Annunci