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Saranno capaci le macchine nel futuro di soppiantare l’essere umano? Questa domanda  se la chiede l’uomo negli ultimi anni, ma io penso che sia un errore formularla per il futuro siccome ci sono già tantissime prove che le persone sono state sostituite dalle anime metalliche (a volte per il bene, a volte per il male).  Basta guadarsi intorno per vedere questa realtà ogni volta più chiara, e non mi riferisco unicamente alle catene di montaggio delle fabbriche in cui i robot hanno trasformato la figura degli operai in semplici responsabili della manutenzione, come i cani che aiutano i pastori quando questi guidano le greggi ai pascoli. Questo è solo un piccolo esempio della vera dimensione della tragedia.

Dal Neolitico in poi l’uomo ha usato gli utensili che la natura gli ha offerto o che lui stesso si è procurato. Ma una cosa è ricorrere ad essi per raggiungere obiettivo pratico come cacciare un mammut, riparare uno aratro o localizzare un tumore per mezzo di Röntgen, un’altra è usarli come sostituto delle relazioni umane, quello che dovrebbe essere sempre monopolio delle persone. Molti individui hanno trovato nella tecnologia un modo di vivere senza avere relazioni con la gente intorno a loro: lo vediamo nei dopopranzi in cui i membri della famiglia si ignorano mentre ognuno consulta Facebook, o gioca al ‘Campo minato’, o parla per Wassap con persone che non sono quelle che ha vicino.

I giapponesi, che sono specialisti in tecnologia e stravaganze, hanno raggiunto una meta in questa corsa per eliminare le relazioni umane dalla vita umana con l’ invenzione d’una bambola femminile  di grandezza e proporzioni umane con cui gli uomini solitari potranno avere relazioni sessuali senza l’ansietà e l’inquietudine che suppone dovere cercare e conoscere una donna che abbia un’anima. Con questo presente, cosa dobbiamo aspettarci nel futuro?

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