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Nella nostra vita quotidiana siamo sempre circondati da moltissimi oggetti ma non tutti hanno lo stesso valore. E non mi riferisco certamente a un valore prettamente economico. L’effetto emozionale prodotto dal fatto di ritrovare qualche oggetto che ci collega  al nostro passato può essere sgradevole o piacevole, ma non è mai neutro. Tutti gli oggetti riflettono una parte di noi e ci parlano della nostra famiglia, dei nostri amici, dei nostri amanti e, in definitiva, di noi stessi e dei nostri ricordi. Questa situazione è chiara nel caso delle fotografie o delle lettere, per esempio. Oppure con una tipologia concreta di oggetti, come i gioelli della famiglia. Ciononostante, anche con gli strumenti -ciòe quegli arnesi o quei congegni che sono usati per svolgere un’operazione o un’attività- possiamo stabilire una connessione emozionale. Se io dovessi scegliere uno degli strumenti più significativi per me, non ho nessun dubbio che sarebbe la macchina per cucire di mia nonna. Non è una macchina qualsiasi. Da un lato, è molto più antica delle macchine attuali. Dall’altro, è stata perfettamente conservata ed oggi è ancora in uso. Inoltre questa macchina è stata il regalo di compleanno che lei ha ricevuto dai suoi genitori a sedici anni. Adesso ne ha 87. Quindi, sono 71 anni che questo strumento fa parte della sua vita. In quegli anni aveva cominciato a lavorare come sarta e aveva bisogno di cucire a casa. Siccome a lei piaceva tantissimo questa attività, è stato veramente un regalo molto speciale. Infatti, è diventata una bravissima sarta e la sua vita non può essere spiegata senza la pratica del cucito. Come avviene con le macchine moderne, questa antica macchina per cucire è un apparecchio che serve a unire insieme pezzi di stoffa o di altri materiali come il cuoio mediante una cucitura fatta con fili di cotone o, a volte, di lana o di seta. È costituita da un tavolino di legno in cui si inserisce propriamente la macchina per cucire che è formata da diverse parti. La struttura basica è composta da una base da cui fuoriesce il montante che sostiene il braccio e che, allo stesso tempo, permette il movimento del meccanismo della barra dell’ago e del tendifilo grazie a una ruota.  Nell’estremo opposto del braccio si situa la testata in cui si trova il piedino che permette di mantenere fermo il tessuto quando è attraversato dall’ago. La macchina è fatta di un qualche materiale metallico, forse di una qualche lega. È di colore nero e mostra a lettere gialle, quasi del colore dell’oro, il nome Alfa, che si riferisce alla marca. A differenza delle macchine elettromeccaniche, si tratta di una macchina per cucire a pedale. Pertanto, sotto il tavolino c’è un pedale che è collegato al montante da una cinghia. Il suo azionamento, realizzato con i piedi, permette il movimento di tutto il dispositivo mentre le mani sono libere per occuparsi del tessuto. Malgrado ci sembri che il funzionamiento delle macchine a pedale sia più complesso del funzionamiento delle macchine a motore elettrico, in realtà permettono un ottimo controllo della velocità a cui si lavora. Perciò il lavoro con il tessuto è spesso più facile da realizzare in modo che il risultato finale sia la confezione di un abito di stoffa liscia, senza nessuna grinza . Questo è specialmente importante quando si lavora con tessuti morbidi e delicati, come il lino.

A questo punto vorrei sottolineare che non è solamente il suo valore come strumento antico quello che a me piace di questa macchina. È soprattutto che mi fa pensare a tutte le cose che mia nonna mi ha raccontato sempre sulla sua vita . Nello stesso modo, è un ricordo di infanza perché da piccola indossavo sempre i vestiti che lei mi faceva. Dopo averla vista tanti anni lavorare con questa macchina, ho deciso di imparare anch’io a cucire. Quando gli impegni academici mi lasciano un po’ di tempo libero, vado da lei e diventa la mia insegnate. Penso che sia un bel modo di condividere un’attività comune, una conoscenza e, specialmente, un tempo insieme. Mi fa piacere notare che mi guardi con orgoglio. Infatti, come lei dice spesso, sono stata l’unica interessata della famiglia a imparare a cucire a macchina e, per questo, l’incaricata attuale dei lavori familiari minori come tagliare e ricucire le federe troppo lunghe perché diventino più addate ai cuscini . Ma non mi dispiace perché lavorare con questa macchina mi lega a mia nonna e ai miei ricordi di bambina.

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