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Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna, perché Parigi è una festa mobile“. Detta da Hemingway, questa frase riassume la mia storia con la città della luce. Sì, grazie al famoso programma Erasmus ho avuto l’opportunità di vivere a Parigi per nove mesi quando non avevo ancora vent’anni. Da quel momento ho una relazione complicata con la più bella città del mondo. Parigi è diventata il mio amore impossibile.

Quando ero una ragazzina sognavo di costeggiare la Senna, una stanza piccola a Sait Germain de Près e leggere al tramonto sdraiata sull’erba dei giardini di Lussemburgo. Ho studiato il francese e la cultura della Francia senza riposo e non vedevo l’ora di poterci andare a vivere. Alla fine, il giorno arrivò. Ricordo perfettamente l’allegria di quel momento, un’allegria mescolata con paura, quella che tutti abbiamo quando i sogni diventano realtà. Ero nella biblioteca dell’università, i compagni mi avevano detto che le destinazioni Erasmus erano state pubblicate, sono corsa fino al primo computer e quando ho visto che ero stata scelta per Parigi qualche lacrima cadde  sulle mie guance.

Come succede spesso le cose non sono come uno le aveva pensate e il mio arrivo a Parigi fu abbastanza accidentato. Trovare un appartamento diventò il primo di una serie di problemi a cui ne  seguirono altri come l’apertura di un conto bancario oppure l’inscrizione all’università. In pochi giorni Parigi passò da essere il mio sogno a essere il mio peggiore incubo. Per fortuna le prime settimane passarono rapidamente e lasciarono spazio a nove mesi di gioia. Ricordo le domeniche con gli amici dell’università, giovani venuti da tutti i luoghi  d’Europa, parlando dell’attualità, della festa del giorno prima, o del professore di teoria comunicativa. Tutti parlavamo francese, tutti eravamo appassionati di politica e volevamo diventare giornalisti affermati.  A dire il vero non sono sicura che qualcuno di noi ci sia riuscito.

Oggi, quando guardo indietro, vedo il mio soggiorno a Parigi come una delle epoche più importanti della mia vita. Lì, lontano dalla famiglia e dagli amici ebbi la necessità di maturare. Ho una necessità strana  di ritornare a Parigi tutti gli anni e ogni volta che ci vado, penso che sarebbe fantastico viverci per un periodo. Quando ritorno mi  rendo conto che Parigi è bella ma è meglio viverla solamente un fine di settimana.

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