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Dal video “Non solo parole” di Nuovo Contatto B2, Loescher edizioni.

Tra le diverse opzioni di conversazioni che possiamo vedere nel video, ho deciso di scrivere su quella che mi è sembrata davvero più preoccupante. Veramente mi ha stupito. Io lo chiamerei il ritorno del concetto che conosciamo dalla nascita di Facebook: “Signore che…”: Signore che rapinano una banca e fanno finta di non aver fatto niente; Signore che lavorano a maglia nella metropolitana…Il ventaglio di opzioni è tanto ampio quante possibilità abbia l’essere umano di inventare situazioni quotidiane e allo stesso tempo surrealiste. Così possiamo dire che il fenomeno che sembrava essere scomparso mi è ritornato in mente per qualche secondo.

Questa scena dove vediamo due donne sulla sessantina sedute su una panchina, tutte e due al caldo con i loro cappotti e i loro cappelli in stile russo, mi fa pensare: “Dobbiamo riaprire questi gruppi di Facebook e restituirgli il valore che avevano nelle nostre vite all’inizio allo scorso decennio?”

Ma forse possiamo occuparci di altri aspetti meno filosofici e cercare di indovinare di che cosa parla questa donna che sembra un po’ incazzata con il mondo. Lei conta qualcosa con le dita e poi apre le braccia in un gesto con cui sembra voler dire che non capisce niente. La sua amica ascolta con pazienza il suo racconto mentre guarda le persone che passano davanti a loro (gli occhiali da sole vanno benissimo per far finta di ascoltare attivamente). Poi, aspetta il suo momento e riesce a parlare un po’ ed esprimere la propria opinione.

Ma…su che cosa? Questo non lo sappiamo al cento per cento, ma penso che possa trattarsi di un discorso sulla vita o qualcosa del genere. La donna con il cappotto a quadri fa veramente da psicologa. Questo si capisce: la sua amica continua a parlare e lei non sembra colpita per niente, sembra una storia antica, che forse le racconta ogni settimana o, peggio, ogni giorno. Veramente la donna a destra dello schermo ha davvero una pazienza infinita.

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