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Negli ultimi anni si è parlato abbastanza della possibilità della sparizione del libro di carta a favore del libro digitale nonché del passaggio dai media tradizionali ai media digitali. Sebbene sembrasse che il cambiamento sarebbe  diventato una realtà in poco tempo, le cose non sono andate così velocemente. Al giorno d’oggi c’è una chiara convivenza tra entrambi i formati tanto che la maggior parte di noi lettori siamo diventati sia lettori digitali sia analogici. In conseguenza, possiamo parlare del fatto che leggiamo in maniere molte diverse e, soprattutto, su formati di documenti dispari. Davanti a questa realtà, bisogna avere ben chiara l’idea che l’uso del formato analogico o del digitale non riguarda soltanto una scelta personale. Malgrado ognuno di noi abbia le sue preferenze, non si può ovviare che di solito dobbiamo accettare il formato preciso in cui è stata prodotta un’informazione. Nei casi in cui possiamo decidere –per esempio, leggere un testo sullo schermo oppure stamparlo–, la scelta può essere conseguenza di motivi soltanto pragmatici. Pertanto, sono dell’avviso che l’elezione di un formato o di un altro dipenda, in primo luogo, dagli obiettivi della lettura. Non è lo stesso leggere un articolo scientifico che sfogliare un quotidiano oppure leggere un romanzo per piacere.

Dalla mia esperienza personale, posso affermare che preferisco il formato digitale purché il mio obiettivo di lettura sia il lavoro. E questa confessione la faccio prendendo in considerazione soltanto la praticità: l’accesso all’informazione è molto più veloce. Da un lato, non devo spostarmi in biblioteca, in archivio o in qualsiasi altra istituzione per cercare bibliografia specializzata su un tema di studio. Dall’altro, i motori di ricerca mi permettono localizzare l’informazione in maniera praticamente immediata. Inoltre, nella fase di scrittura, posso lavorare con due o più documenti allo stesso tempo e leggerli in modo simultaneo. Oltre a quanto accennato finora, non posso dimenticare che per me la possibilità di cercare immagini delle opere d’arte su internet è diventata una metodologia di lavoro del tutto essenziale e necesaria. Non posso nemmeno immaginare come sarebbe fare la storica dell’arte oggi se non avessi accesso alle collezioni digitali dei musei e di altre istituzioni culturali. Cionononstante, sono d’accordo sul fatto che la lettura sullo schermo può risultare meno approfondita della lettura su carta, anche se non sempre è facile fare affermazioni categoriche del genere. Se cerco un’informazione concreta, posso leggere sullo schermo senza nessun problema. Invece se ho bisogno di capire la totalità di un articolo accademico, devo stamparlo per farne una lettura più accurata.

Sebbene creda che il mondo digitale ci abbia facilitato chiaramente l’accesso all’informazione, devo ammettere che sono più analogica quando si tratta di leggere per piacere. Preferisco leggere un romanzo su carta piuttosto che sullo schermo. Quindi, il mio lettore di libri elettronici è, di sicuro, l’apparecchio meno utilizzato tra quegli che mi sono mai comprata. Per me esiste tutta una “liturgia della lettura” che solamente può darsi con la carta. Fin da piccola sono stata un’innamorata delle librerie. Mi è sempre piaciuto perdermi tra gli scaffali e sfogliare i libri fino a trovarne uno che avessi voglia di leggere. Dopo aver cominciato la lettura, scorro sempre alcune pagine per leggere qualche fragmento in anticipo. Ancora adesso è un’attività che faccio spesso, nonostante sia costretta a contemplare l’esistenza di uno spazio abile per i libri in tutti i miei traslochi perché, ovviamente, non mi disfaccio mai di quei libri la cui lettura mi ha commosso in qualche modo. Però sono pienamente cosciente che questa è un’esperienza del tutto personale e, pertanto, non è estensibile agli altri amanti della lettura che possono trovare nei libri elettronici lo stesso piacere che io trovo nei libri cartacei.

In qualsiasi caso, per quanto riguarda la lettura, la dicotomia che abbiamo oggi tra formato digitale e formato analogico non è stata la prima che abbiamo vissuto nel corso della storia. La nascita della stampa, per esempio, ha portato con sé il passaggio dai testi manoscritti ai testi stampati e quindi la diffusione e democratizzazione delle idee. Tuttavia non è stata ben accolta da tutti. Com’è ben noto, all’epoca ci sono stati tantissimi detrattori che temevano sia la perdita del controllo del pensiero, sia la perdita di qualità delle opere. In conclusione, il mondo digitale, com’è successo prima con la stampa, ha cambiato e cambierà ancora di più il nostro rapporto con la lettura. Forse è vero quello che sostengono gli specialisti: attualmente si legge più di prima ma si fa in modo meno intensivo e, pertanto, meno approfondito. Tuttavia, lo sviluppo della tecnologia non può essere mai fermato e ci dobbiamo adattare per sfruttarne i benefici.

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