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Madre: Ti ho raccontato qualche volta come ci siamo conosciuti io e tuo padre?

Piero: Così, sui due piedi non me ne ricordo. Prova e se mi annoio ti fermerò. – Disse scherzoso.

Madre: Ora ti racconterò tutta la storia fino alla fine! –  Gridò facendo finta di essere arrabbiata.

Piero: Me lo temevo, ahah!

Madre: Lui aveva perso i suoi da bambino e…

Piero: Vuoi mica dire che fosse un orfano? – Interrupe sorpreso.

Madre: Sì! Come tanti altri in quel periodo. Infatti, nel  dopoguerra non c’era niente di strano.

Piero: Davvero?

Madre: Certo, inoltre a casa c’era spazio e lavoro ancora di più. – Disse gesticolando con le braccia e facendo un cenno con la faccia che Piero già conosceva e trovava molto divertente.

Piero: Già…

Madre: Comunque, il caso è che da ragazzo era sempre là. Soprattutto il fine settimana e le estati, che erano i periodi dove più c’era da fare. Quella cascina era un vero e proprio andirivieni di gente. Lui lavorava tanto…

Piero: Allora proprio come ha sempre fatto, non è cambiato per nulla!

Madre: Hai ragione, avrebbe dovuto prendersi la vita in un altro modo, più rilassato… ma chi lo sa? Forse non sarebbe stato lui stesso… -Un’ombra coprì il viso di sua madre e  lui si pentì subito di aver fatto quel commento.

Madre: Come ti dicevo, lavorava moltissimo, faceva persino scommesse con tuo zio.

Piero: Di che tipo?

Madre: Ad esempio una volta, per sfida scommisero di pestare un sacco d’uva… ma dopo il vino, lo bevevano!

Piero: Ahah.- Rise, però non pensava all’aneddoto, restò muto per un attimo e alla fine aggiunse: Mamma, io questa storia la sapevo, magari non raccontata così, pero i pezzi li avevo.

Madre: È possibile, ma mai prima avevo avuto il coraggio di spiegartelo.

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