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Costruito nel V secolo, periodo nel quale Ravenna fu capitale dell’Impero Romano, il chiamato Mausoleo di Galla Placidia è in realtà una specie di bugia. Cioè, benché sia certo che fu costruito sotto il patrocinio della suddetta dama, non è certo che lei sia stata sepolta lì, ma probabilmente nel mausoleo di San Pietro, a Roma. La legenda della sua sepoltura a Ravenna nacque nel IX secolo, credendosi prima che fosse stata sepolta nella basilica di San Vitale, e poi, nel XIII secolo, la legenda la ritenne sepolta in questo mausoleo, che in realtà fu costruito come un annesso alla chiesa di Santa Croce e fu probabilmente una piccola parte di un magnifico complesso.

L’edificio sperimentò qualche modificazione posteriore, come il pavimento, che fu collocato nel 1540, quando il piano originale fu alzato di 1,43 metri; anche nel 1908-11, quando le finestre furono coperte da lastre di alabastro per un regalo di Vittorio Emmanuele III; o nel 1898-1901, quando la parte bassa dei muri fu restaurata con materiali originali.

Quello che rimane però sono i mosaici di stile bizantino che rappresentano una moltitudine di motivi, dai disegni astratti e immagini legate a riti funerari romani, alle figure bibliche, e molto specialmente a san Lorenzo, che fu uno dei santi patroni della dinastia di Teodosio.

E perciò che si dibatte ancora sulla vera funzione dell’edificio, se fu realmente costrutto come mausoleo (forse per Galla Placidia, forse per un altro personaggio nobile), se fu una cappella commemorativa di un santo, o se in realtà ebbe entrambe le funzioni.

Nel 1996, il Mausoleo di Galla Placidia fu inserito come patrimonio dell’umanità nella lista dall’UNESCO.

 

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