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Di solito sconosciuta oppure dimenticata e soltanto collegata all’antichità, nell’Italia meridionale, addormentata ai piedi del Vesuvio dopo quasi 2000 anni,  resta Pompei, una delle città dell’Antica Roma, fondata nel secolo VII a.C.

Adesso è una città, sebbene sia ovviamente disabitata, ancora piena di case, negozi, ville, sculture, pitture…e altri oggetti in perfette condizioni. Ma, malgrado sia una città ora tutta grigia, è diventata il posto in cui ricordare, purtroppo, l’ aggressività che il vulcano ebbe nel passato. Un vulcano che nell’anno 79 d.C. seppelì tutto il paese e anche i suoi cittadini che non poterono fuggire dal  Vesuvio. Questo “tesoro”, per la sua storia, fu coperto dalla cenere per 17 secoli, e nel 1756 fu scoperto dagli esploratori e archeologi grazie ai manoscritti che avevano trovato dove se ne racontava l’ubicazione.

Dopo più di 250 anni di lavori molto costosi e impegnativi fatti da archeologi e scienziati, Pompei, ora quasi tutta scavata, è diventata un museo curioso e interessante per tutti noi che abbiamo voglia di conoscerne da vicino la storia. È anche un museo che ci fa immaginare il terrore che soffrirono gli abitanti davanti a quel disastro naturale.

Siccome il paese aveva sofferto alcuni terremoti, la maggioranza dei suoi cittadini salvarono le loro vite perché  fuggirono prima dell’eruzione.

Gli scienziati non hanno mai smesso di studiare tra gli scavi e i resti pietrificati di circa 2.000 persone che furono sorprese dalla lava e dalla cenere sopra i 300º senza potere fuggire e morirono in un istante. Immagine che, oggi, lascia a tutti noi veramente commossi.

La nuova Pompei, con più di 25.000 persone, vicina all’antica, vive ogni giorno a pochi chilometri del nemico, uno dei più importanti vulcani al mondo, poco attivo ma ancora vivo: l’ultima eruzione successe nel 1944, 74 anni fa.

Pompei fu dichiarata città Patrimonio dell’ Umanità dall’Unesco nel 1997.

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