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Il David è una delle più importanti opere rinascimentali In questo caso, siamo davanti ad una scultura di Michelangelo Buonarroti. Aldilà della tecnica utilizzata e del significato, l’opera ha una storia davvero divertente e, non di meno, curiosa. Ecco qui.

Tutto cominciò nel 1501, quando gli Operai del Duomo di Firenze decisero di far costruire dodici sculture sui dodici personaggi dell’Antico Testamento. La loro idea era mettere questi pezzi nei contrafforti esterni di Santa Maria del Fiore, la cattedrale, per cui le incaricarono ai differenti artisti.

Uno dei personaggi doveva essere il Davide, quello che con la sua fionda riesce a uccidere il gigante Golia. Ma chissà perché, questa scultura fu la più difficile da fare. Il blocco di marmo sul quale si doveva scolpire la statua era stato scelto tra le cave di Carrara, e lo trasportarono fino a Firenze lungo il Mediterraneo e poi seguendo il fiume Arno. Siccome aveva delle grandi misure, lo chiamavano “il gigante”. Però, il suo problema non era solamente la sua grandiosità, ma il fatto che differenti artisti avevano già tentato di scolpire il Davide. Nessuno finì il lavoro correttamente. Cioè, tutti lasciarono qualche segno nel marmo, e il blocco non  assomigliava più ad un blocco vergine, ma piuttosto ad una struttura strana con alcune forme appena abbozzate.

Alla fine, le autorità del Duomo pensarono a Michelangelo Buonarroti,  artista fiorentino che non aveva ancora lavorato per loro e neanche fatto nessuna opera per la sua città per ragioni politiche. L’artista  ci  mise due anni a finirlo, e dopo una lunga discussione sulla perfetta ubicazione della scultura, i fiorentini decisero di metterlo nella piazza della Signoria di Firenze, dove si innaugurò il 18 settembre di 1504.

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