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Nascoste nel bellissimo paesaggio della sierra di Montsant, nella comarca del Priorat, si innalzano le antiche rovine della certosa di Escaladei. Fu fondata nel secolo XII su richiesta del re Alfonso II d’Aragona, detto il Casto, e diventò la prima certosa della Penisola Iberica. La prima comunità di monaci certosini giunse in Catalogna dalla Provenza nel 1194 e si unì ad alcuni eremiti della zona. In un primo momento si installò nell’eremo di Santa Maria di Poboloda e non fu fino a qualche anno dopo che si stabilì definitivamente nella valle de l’Oliver, ceduta dalla regina Sancha e da suo figlio Pietro. I territori compirono perfettamente i precetti dell’ordine certosino, vale a dire, offrirono la pace necessaria ai monaci in modo che sviluppassero una vita umile e lontana dal mondo e dai suoi aspetti negativi. Non a caso le comunità certosine erano alla ricerca di ampi territori, normalmente circondati da foreste, in cui i certosini potevano godere di solitudine e silenzio.

Ci furono tre accadimenti che permisero lo sviluppo della certosa. In primo luogo, il fatto che nel 1217 il Papa Onorio III mise la comunità sotto la protezione della Santa Sede. In secondo luogo, la concessione che il re Giacomo I d’Aragona fece al priore dei diritti sui territori ubicati nei pressi del monastero. Infine, anche nello stesso anno, la licenza ottenuta dall’arcivescovo di Tarragona di incassare i tributi delle terre che possedevano. In conseguenza, la certosa visse sette secoli di grande splendore. Ebbe un amplissimo patrimonio che sfruttò ottenendo grandi profitti. Il suo potere economico e la sua condizione di essere la prima delle certose, le fornì un ruolo principale nell’estensione dell’ordine sul territorio peninsulare. Fu anche un centro importantissimo a livello culturale, con storici, teologici e scrittori tra i certosini. Nel secolo XVII nacque una scuola di pittura religiosa con notevoli esponenti, tra i quali i pittori certosini Joaquim Juncosa e Lluís Pasqual Gaudín.

Dal punto di vista architettonico, nel 1228 erano già finiti sia la primitiva chiesa romanica, sia il chiostro intorno al quale si edificarono le prime dodici celle. La cella è uno degli elementi più importanti di una certosa perché diventa lo spazio in cui i religiosi trascorrono la maggior parte della loro vita, dedicati alla preghiera nonché al lavoro intellettuale. Nel 1333 circa si concluse un secondo chiostro che albergò altre dodici celle. Fu pagato dal principe Giovanni d’Aragona, il quale era stato monaco di Escaladei dal 1324 al 1327. Nel 1403 fu costruito un terzo chiostro con altre sei celle. Da questo momento in poi, la certosa poté albergare un numero massimo di 30 monaci. Durante i secoli XVI, XVII, XVIII il monastero fu ristrutturato e arricchito e si costruirono delle nuove dipendenze.

Nel XIX secolo, la certosa subì le conseguenze di quello che si conosce come desamortización, cioè, la confisca dei beni e delle terre non produttivi appartenenti soprattutto alla chiesa e agli ordini religiosi per metterli sul mercato e così accrescere la ricchezza dello stato e creare una piccola borghesia. Dovuto a questo fatto storico, nel 1835 i monaci abbandonarono la certosa che fu posteriormente saccheggiata e distrutta. Malgrado fosse stato un centro culturale di primo livello, tutti i tesori artistici si persero. Nel 1843 la certosa fu venduta e restò in mani private fino al 1980, quando fu dichiarata bene di interesse nazionale. Nove anni dopo, i suoi proprietari la consegnarono alla Generalitat della Catalogna che iniziò un processo di riabilitazione e consolidamento delle rovine. Il percorso museistico attuale permettere al visitatore di conoscere un significativo monumento storico legato alla vita monastica catalana. La sua importanza radica nel fatto che non fu soltanto un centro religioso ma anche diede vita a un territorio che fino a quel momento era rimasto disabitato. I certosini coltivarono la terra e la resero prospera, soprattutto per quello che riguarda la coltivazione della vigna. Fu, senza nessun dubbio, uno dei monasteri più importanti della Catalogna medievale.

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