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Seta di Alessandro Baricco comincia raccontando il mondo intorno alla produzione della seta a Lavilledieu. Hervé, il protagonista, è la persona incaricata di acquistare le uova di baco. Baldabiou, il proprietario di quasi tutte le filande del paese, è un uomo furbo che sa affrontare e superare le difficoltà che si presentano davanti a lui. Quando l’epidemia di pebrina rende inservibili le uova degli allevamenti europei e anche quelle dell’Africa, Baldabiou giunge alla conclusione che l’unica soluzione sarebbe attraversare il mondo per comprare le uova in Giappone, dove nessun altro lo aveva mai fatto prima. Hervé scopre in quelle terre lontane una misteriosa ragazza con gli occhi occidentali. Ma come è finita là se in Giappone non ci sono delle donne bianche? Con questo mistero finisce la prima parte di Seta.

Credo che Baricco abbia un modo particolare di scrivere. Ripete dei frammenti e frasi nel corso della narrazione come quando spiega il viaggio fino al Giappone. Usa anche spesso delle frasi corte per finire alcuni paragrafi. Per tutto questo direi che il testo esprime una sensazione di unità e questo a me piace. Personalmente preferisco che nei libri ci sia un po’ più di azione. Secondo me è un po’ lento. Spero che la trama diventi un po’ più avvincente. Mi piacerebbe pure che i personaggi interagiscano più tra loro per poter capire meglio la loro personalità. Nonostante queste riflessioni, sono contenta che stiamo leggendo questo libro perché ci permette di vedere nuovo vocabolario. Credo che sia interessante imparare così perché troviamo le parole nel loro contesto e, quindi, possiamo comprendere meglio il loro significato e come usarle.

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