LA VACANZA PIÙ AVVENTUROSA CHE ABBIA MAI TRASCORSO

Tag

,

 

Quest’estate sono andata in vacanza con tre amici ai Picos de Europa. Durante l’Erasmus ho conosciuto Arnau e dopo essere tornati qui siamo rimasti in contatto. Lui è una persona molto avventurosa e mi ha proposto di fare un viaggio con due dei suoi amici. Loro hanno proposto di fare una escursione con lo zaino, la tenda e il sacco a pelo per seguire il percorso di un fiume. Alla fine, ci siamo decisi per andare ai Picos de Europa, cercare la sorgente del fiume Cares e seguirlo, fino alla sua foce nel mar Cantabrico. Io ero l’unica ragazza e tutti erano studenti di geografia tranne me. Sono una persona sportiva quindi non mi preoccupava molto non poter seguire il loro ritmo. Non mi oriento troppo bene con le carte ma c’erano tre persone che le dominavano; che cosa ci poteva mai capitare di male?

Siamo partiti un bel giorno d’agosto con gli zaini pieni per sopravvivere una settimana in montagna. Abbiamo preso il treno fino a Oviedo e abbiamo cominciato da lì la nostra avventura.

Durante il viaggio abbiamo vissuto molte esperienze intense: abbiamo camminato per ore e ore con chili sulla schiena, abbiamo dovuto trovare dove dormire quando il tramonto si avvicinava, preoccuparci di cercare acqua da bere o di razionare il cibo che avevamo e semplicemente trovare dove fare la doccia ogni tot giorni. Molte di queste esperienze erano nuove per me. Abbiamo vissuto anche momenti bellissimi come le magnifiche viste sulle montagne e gli immensi prati verdi con mucche, cavalli, cervi, aquile e tanti altri animali selvaggi che abbiamo potuto apprezzare senza incontrare nessuna traccia di altre persone; poter vedere nello stesso giorno il tramonto e l’alba dormendo su una scogliera del mare cantabrico, contemplare il cielo più stellato che abbia mai visto… Ci sono tante belle cose che ho potuto fare grazie a queste viaggio… Ma devo anche raccontare uno dei giorni in cui ho davvero avuto paura.

Era il terzo o quarto giorno, ci siamo alzati tardi e siccome c’era un supermercato vicino abbiamo deciso di fare la spesa per i seguenti giorni. Perciò abbiamo cominciato a camminare quasi a mezzogiorno; primo errore, in montagna devi sempre andarci presto. Non c’era nessun sentiero per andare fino alla nostra seguente meta nell’applicazione che stavamo utilizzando ma sulla carta si vedeva un piccolo sentiero che sembrava corto e facile da seguire. Quella giornata doveva essere tranquilla.

Tutto sembrava andare bene finché siamo arrivati in un prato e non sapevamo esattamente come proseguire. A questo punto, un pastore è apparso. Gli abbiamo spiegato dove volevamo andare e, sebbene non sembrasse molto sicuro, ci ha indicato come andarci. Sembrava un angelo caduto dal cielo ma più tardi abbiamo scoperto che non era così, anzi, al contrario. Ci ha mandato verso una cima che abbiamo dovuto quasi scalare ma abbiamo continuato perché secondo lui, dopo quello, avremmo raggiunto il villaggio in poco tempo. Quando abbiamo raggiunto la cima abbiamo visto però che non era così. Avevamo camminato per quattro o cinque ore, era metà pomeriggio e dovevamo decidere se continuare o tornare indietro. Anche se non ne eravamo del tutto sicuri, abbiamo deciso di proseguire dopo aver mangiato qualcosa; secondo errore del giorno (se non contiamo ascoltare il pastore).

Abbiamo camminato e camminato fino a che abbiamo incontrato una piccola catena. Il nostro obiettivo adesso era uscire dalla montagna nella maniera più sicura possibile o trovare un posto sicuro dove dormire ma non sembrava che ce ne fossero, il terreno era molto inclinato e c’erano arbusti e piccoli alberi dappertutto. Quando siamo riusciti a vedere l’altro versante della montagna erano più o meno le sette. Abbiamo cominciato a preoccuparci, non volevamo essere bloccati nel buio. Per fortuna, era agosto e sapevamo che avevamo luce per almeno due ore ma la situazione che avevamo davanti a noi non era molto incoraggiante ed ora non era più possibile tornare indietro.

Giunti a questo punto, abbiamo cominciato ad avere proprio paura e il silenzio ha cominciato a impadronirsi di noi. Le seguenti quasi tre ore le abbiamo passate facendoci strada tra la densa vegetazione e camminando su un terreno difficile e faticoso in cui dovevamo fare molta attenzione se non volevamo scivolare e rotolare giù dalla montagna. Passate le dieci di sera siamo finalmente riusciti ad arrivare da qualche parte. Un signore è uscito da una casa perché aveva visto la luce delle pile e voleva sapere da dove venivamo. Gli abbiamo raccontato da dove venivamo ma non ci ha creduto, ci ha guardato sconcertato e ha detto “non c’è nessun sentiero fino qui da quel villaggio” e lo sapevamo! Ci ha detto che qualche settimana prima un giovane era stato soccorso con l’elicottero da quella stessa montagna. L’uomo, molto gentile, ci ha detto che potevamo dormire in un parco, non molto lontano da casa sua.

Come puoi immaginare dopo questa avventura eravamo tutti pieni di ferite e terra dappertutto e stanchissimi. La cena è stato il cibo più squisito mai provato e il pavimento duro, il più comodo dei letti. Tutti e quattro abbiamo imparato molto da questa esperienza. Per me la cosa più importante che ho imparato è che la montagna è veramente pericolosa, anche se a volte non sembra che sia così, e quindi, devi sempre conoscere bene dove vai ed essere ben preparato.

 

Annunci

Le guide turistiche servono ancora?

Tag

,

Il viaggio comincia prima di partire, senza nessun dubbio. Dopo aver scelto il posto perfetto dove iniziare l’avventura, sorgono le prime domande spontanee: come lo pianifico? Devo lasciare spazio alla spontaneità? Acquistare una guida turistica o cercare su internet?

Le risorse online hanno cambiato il modo di concepire le guide perché hanno messo in dubbio la loro utilità. Quello che cerchiamo su internet non ha nessun filtro e si può vedere da diversi angoli. Si uniscono la velocità e la comodità. Cerchi un albergo di ghiaccio? C’è. Cerchi una stanza sotto terra? C’è. Cerchi un albergo costruito col sale? Sì, c’è. Le guide turistiche stanno cedendo il passo ad altre risorse di informazione.

Tutti vogliamo apprezzare cose che potrebbero passare inosservate. Internet lo sa e lo cerca. Invece, le guide turistiche cartacee offrono informazioni troppo standard e non si addicono ai gusti personali. Oggi le nostre preferenze cambiano velocemente e, per questo, l’informazione di una guida turistica potrebbe diventare obsoleta in poco tempo.

La tecnologia aiuta molto e su internet possiamo costruire la nostra guida perfetta. Possiamo sapere in tempo reale il clima che fa, eventi da non perdere e gli orari di chiusura dei musei o dei mezzi pubblici. Insommma, tutte quelle situazioni che a volte nemmeno i cittadini locali conoscono.

C’è chi pensa, però, che le guide turistiche cartacee non passeranno mai di moda perché saranno sempre importanti per chi ama possedere le cose e perfino conservare i ricordi. Per molti, le guide hanno un ruolo da protagonista nel viaggio: possono sottolinearle e metterci i post-it prima e riprenderle dopo il viaggio o dopo anni per ricordare le sensazioni vissute.

È certo che il valore affettivo è innegabile e le guide sono molto utili per le spiegazioni sui fatti storici ma non tanto per alberghi e ristoranti perché su internet possiamo anche visualizzare le recensioni degli altri viaggiatori, molto pratiche per scegliere un bel posto dove mangiare e perfino assicurarci che sarà aperto durante il nostro viaggio.

Insomma, ci troviamo davanti l’esistenza di pareri contrastanti. Le guide turistiche per le emozioni e le risorse online per la comodità.

 

Le nuove metriche di acquisto

Tag

,

 

Negli ultimi anni le abitudini alimentari degli italiani stanno cambiando, diventando sempre più salutari e sostenibili. Questa tendenza green è la stessa che si può constatare in tutti i Paesi sviluppati occidentali.

Un recente sondaggio fatto dall’Istat mette in luce come queste nuove abitudini alimentari condizionano la maniera in cui gli italiani fanno la spesa.

Secondo questo sondaggio, sui prodotti freschi, più della metà degli italiani (il 51%) sceglie i negozi dove fare la spesa in funzione di poter disporre di una buona offerta di prodotti biologici, naturali, salutari e senza calorie, glutine, etc. Per quanto riguarda i prodotti confezionati, il 40% degli italiani cerca prodotti con quelle caratteristiche.

Il mangiare sano  richiede più tempo eppure gli italiani sembra che ce l’abbiano. Secondo il sondaggio, il 55% degli italiani leggono attentamente le etichette nutrizionali dei prodotti prima di acquistarli; anche negli altri grandi Paesi europei (UK, Francia, Spagna, Germania) la percentuale è alta, ma in nessun caso raggiunge il 50%. E per di più 6 italiani su 10 dichiarano di fare la spesa con piacere, una percentuale anche in questo caso maggiore di quella degli altri grandi Paesi europei.

Tuttavia, mangiare sano non significa necessariamente spendere più soldi da quando il prezzo (33%) e gli sconti e le promozioni (27%) sono gli attributi che influenzano di più la decisione di acquisto per gli alimenti confezionati.

Insomma, il cambiamento nelle abitudini alimentari è una realtà ormai consolidato, e non sembra che questo trend possa tornare indietro, quindi saranno le aziende che dovranno adattarsi ai nuovi comportamenti dei consumatori.

 

La mia storia musicale

Tag

,

Mi piace molto la musica. Da piccola ho avuto l’influenza delle mie sorelle maggiori ed ascoltavo Formula V, Juan Pardo, Victor Manuel. Poi ascoltavo la musica della mia generazione adolescente come Miguel Bosé. Inoltre ascoltavo Supertramp, Pink Floyd.

Ora non capisco la musica allo steso modo. Credo che la musica, in generale, abbia il suo tempo. Ci sono tempi per la musica classica, ci sono tempi per una musica più romantica, ci sono tempi per il “reggaeton”.  E dato che sono madre ed insegnante ho anche tempi per ascoltare musica per bambini.

Ora, ho anche, l’influenza dei miei figli ed ascolto “El Catarres”, “Txarango”.

Devo dire che una canzone che mi è piaciuta molto è stata “Solo tú” dei Matia Bazar, ma in spagnolo. A quel tempo non capivo l’italiano, né pensavo che un giorno avrei studiato italiano.

Per fare questa composizione, ora che capisco un po’ l’italiano, l’ho cercata in italiano e la mia sorpresa è stata che le parole della canzone cambiano, solo è uguale il titolo, “Solo tu”, tutto il resto cambia. Preferisco la mia, in spagnolo, è quella che mi ha aiutato a ricordare quando ero giovane.

Sul fast food salutare, oppure sul fatto di mangiare in maniera veloce ma salutare

Tag

,

Negli ultimi tempi si è sviluppato un dibattito sul fast food, un modello di alimentazione che viene inteso come una tipologia di cibo poco salutare, di basso valore nutrizionale ed elevato contenuto di grassi e zuccheri. Sebbene sia ben chiaro a tutti che il cibo spazzatura è un’alternativa alimentare che può danneggiare seriamente la nostra salute, in molti ammettiamo che qualche volta ci capita di cedere alla tentazione poiché ci risulta un’opzione pratica nonché piacevole. Nel caso in cui qualcuno ci domandasse il perché della nostra scelta, avremmo a disposizione diversi argomenti tra i quali la mancanza di tempo, la praticità, l’economia o semplicemente la socialità (se i miei amici ne mangiano, anch’io farò come loro ). Non c’è dubbio che tutti questi argomenti sono certi. Eppure, ci servono ad autoconvincerci che, in realtà, questa tipologia di cibo non ci sembra un’opzione tanto sbagliata. Ciononostante, le autorità sanitarie sono state ben chiare rispetto agli effetti nocivi degli alimenti scadenti sulla nostra salute. Pertanto, dal mio punto di vista, il fast food andrebbe chiaramente proibito anche se ci sono degli aspetti che vorrei puntualizzare.

Innanzitutto, vorrei chiarire che il fatto di mangiare in maniera veloce non è contrario al fatto di consumare cibo poco salutare. Al giorno d’oggi, ci lamentiamo della mancanza di tempo, soprattutto nei giorni feriali in cui il pranzo viene ridotto alla minima espressione e la sera l’ultima cosa di cui abbiamo voglia è metterci in cucina. Per fortuna, ci sono altre possibilità oltre al fast food e il cibo precotto. Nel mio caso, per esempio, ammetto che detesto cucinare. Non ho la pazienza necessaria e non mi serve a rilassarmi. Anzi, mi mette troppo in ansia. Eppure, sono preoccupata per quello che mangio e non credo di avere cattive abitudini alimentari. Preparo sempre dei pasti che non richiedono né un’elaborazione complessa né lunghi tempi di preparazione però che sono di valore nutrizionale ottimo. Nel caso in cui debba mangiare fuori di casa, cerco sempre l’opzione più salutare tra quelle disponibili. Se invece sono con gli amici e loro preferiscono un posto che a me non risulta adeguato dal punto di vista nutrizionale, accetto purché non sia un ristorante di fast food appartenente a una catena americana. In altre parole, non mangerò mai un hamburger con le patatine però posso fare un’eccezione con il fast food di stile mediterraneo.

Inoltre, l’anno scorso mi sono iscritta a un corso di “fast food salutare” con il proposito di aumentare minimamente il mio ricettario. L’obiettivo del corso era quello di dimostrare che è possibile preparare pasti in poco tempo ma sani ed equilibrati dal punto di vista nutrizionale. Ovvero, mangiare in maniera veloce ma sostituendo il cibo spazzatura con ingredienti salutari. Pur non essendo un’appassionata della cucina, il corso mi ha interessato e, soprattutto, mi è sembrato molto utile. Non solo ho potuto diversificare minimamente la mia alimentazione di ogni giorno, ma anche ho modificato alcune abitudini. Per esempio, ho deciso di sostituire lo zucchero raffinato con quello integrale di canna anche se la cosa migliore sarebbe eliminarlo definitivamente dalla nostra dieta. Nello stesso modo, ho introdotto l’avocado come prodotto che mangio spesso, normalmente spalmato sul pane tostato e con un po’ d’olio vergine d’oliva. Insomma, facendo un po’ di attenzione, si può controllare l’alimentazione senza che ci sia necessità di prendere sempre la strada più facile.

Seta

Tag

,

In America Lincoln combatte una guerra. In Francia un uomo giovane, Hervé Joncour, ha un futuro chiaro: sposato e militare come suo padre desidera. Ma la sua vita cambierà.

Baldabiu cambia la vita di Hervé Joncour. Baldabiu produceva seta. A causa di un’epidemia che ha colpito tutti i paesi europei e africani, Baldabiu deve andare in Giappone per comprare le uova. Convince Hervé a fare il viaggio.

Per Hervè è un paese nuovo. Nel palazzo reale di Hara Kei incontra una giovane donna meravigliosa, dagli occhi magnetici, di cui si innamora ma ritorna a casa. La distanza, però, non separa la sua mente dalla ragazza

Dopo un anno Hervé torna in Giappone, per affari e per la ragazza, ma anche per un biglietto che la ragazza gli aveva dato l’anno prima.

Giuseppe Tornatore: Cinema Paradiso

Tag

,

Del regista Giuseppe Tornatore, i cui film sono abbastanza famosi, ne ho visti quattro. Se dovessi sceglierne uno, sceglierei Cinema Paradiso. Cinema Paradiso è un film bellissimo che ho visto quando avevo quindici anni.

Sebbene abbia visto questo film dieci volte, ogni volta che lo vedo mi affascina e mi emoziona come la prima volta.

La   vicenda si svolge in Sicilia e racconta la storia di amicizia tra il bambino Salvatore “Totó” e Alfredo, il   proiezionista del cinema del paese dove abita.

Dal suo rapporto con Alfredo, Totó scopre il cinema e attraverso gli occhi di questo bambino  osserviamo  l’Italia del dopoguerra in un piccolo paese dove il cinema è arrivato e con questo nuovo  spettacolo, anche la censura implacabile che non gli permette vedere i film in tutta la lorograndezza. Totó bambino diventa Salvatore adolescente, a  cui  “il primo amore“ imprime un segno difficile da cancellare.

Visto che Alfredo è così legato a Salvatore, e consapevole che lui non ha nessun futuro in quel paese povero,   lo spinge ad abbandonare la sua terra e la sua famiglia in un viaggio senza ritorno.

Dopo gli anni, Salvatore, adesso un famoso regista, ritorna in Sicilia per la morte di Alfredo e trova dei rotoli di pellicola con tutte le  immagini censurate di quei film che sono stati così importanti per lui. Finalmente, dopo aver visto queste  immagini dei baci censurati,  fa pace con il suo passato.

Questo film mi è piaciuto così tanto perché è un bellissimo omaggio al cinema e, soprattutto, un omaggio ai piccoli cinema dei paesi dove la settima arte si viveva in un modo più semplice ma più intenso.

Credo che Tornatore abbia saputo trasmettere queste emozioni attraverso delle    immagini bellissime accompagnate dalla fantastica colonna sonora di Ennio Morricone.

 

Tag

,

 

Situati in terra Nubia, nel sud dell’Egitto vicino alla frontiera con il Sudan, i templi di Abu Simbel furono costruiti nel XIII secolo avanti Cristo sotto il lungo regno di sessantasei anni dal faraone Ramses II.

Edificati sulle rive del Nilo, i templi di roccia furono costruiti per celebrare la vittoria nella battaglia di Qadesh del terzo faraone della XIX dinastia, Ramses il Grande. Sulla facciata si possono vedere le statue dal faraone Ramses II e di sua moglie Nefertari.

La particolarità di questi tempi risiede nel fatto che furono intagliati nel fianco della roccia in pieno deserto cinquemila anni  fa e dimenticati da tutti fino al 1813 quando furono riscoperti da un archeologo.

Negli anni Sessanta per far fronte all’aridità del territorio, il presidente Nasser ordinò di fare costruire la diga di Assuan a 400 kilometri al nord di Abu Simbel. L’idea originale era di rendere coltivabile una parte del deserto e allo stesso tempo sfruttare  l’energia prodotta dalla diga.

Sfortunatamente non avevano previsto che il nuovo bacino creato dalla diga potesse inondare molti templi e siti archeologici come per esempio Abu Simbel.  Senza l’intervento internazionale organizzato dall’UNESCO negli ani Sessanta, i templi del faraone Ramses II sarebbero statti sommersi sotto l’acqua e persi per sempre.

 

Alla macchinetta del caffè: pettegolezzi da ufficio

Tag

,

 

Alessandra: Senti Laura, non ne posso più di Stefano; ha lasciato Giulia ed è tutta la mattina che mi sta facendo una testa così.

Laura: Ma come si permette? Sa che ti piace e te lo racconta lo stesso!

Alessandra: Che cosa dici? Senti chi parla! Devo confessare che ieri nella riunione con il capo ho visto che Stefano non l’hai perso di vista un attimo!

Laura: Vabbè, dici sul serio? L’hai fatto tantissime volte anche tu. Lasciamo stare…

Alessandra: Ma dai! Non c’è niente di male. È un bel figo! …e adesso, è libero!

Laura: Cioè, ti piace? Avevo ragione!

Alessandra: Ho detto soltanto che è un bel figoBisogna dire pane al pane e vino al vino.

Laura: Non mi dire!

Alessandra: Non voglio casini, non lo raccontare in giro.

Laura: Ecco, meglio stare zitte. Comunque, Stefano tende sempre a fare marcia indietro. Chissà se finirà per ritornare con Giulia? Guarda, due giorni fa, davanti a questa stessa macchinetta, prendendo un caffè, mi aveva detto “Ci tengo molto a Giulia”.

Alessandra: Vabbè, ci vediamo più tardi.

Laura: Ciao, a dopo.

RECENSIONE DI “SETA” (ALESSANDRO BARICCO)

Tag

,

 

Seta di Alessandro Baricco comincia raccontando il mondo intorno alla produzione della seta a Lavilledieu. Hervé, il protagonista, è la persona incaricata di acquistare le uova di baco. Baldabiou, il proprietario di quasi tutte le filande del paese, è un uomo furbo che sa affrontare e superare le difficoltà che si presentano davanti a lui. Quando l’epidemia di pebrina rende inservibili le uova degli allevamenti europei e anche quelle dell’Africa, Baldabiou giunge alla conclusione che l’unica soluzione sarebbe attraversare il mondo per comprare le uova in Giappone, dove nessun altro lo aveva mai fatto prima. Hervé scopre in quelle terre lontane una misteriosa ragazza con gli occhi occidentali. Ma come è finita là se in Giappone non ci sono delle donne bianche? Con questo mistero finisce la prima parte di Seta.

Credo che Baricco abbia un modo particolare di scrivere. Ripete dei frammenti e frasi nel corso della narrazione come quando spiega il viaggio fino al Giappone. Usa anche spesso delle frasi corte per finire alcuni paragrafi. Per tutto questo direi che il testo esprime una sensazione di unità e questo a me piace. Personalmente preferisco che nei libri ci sia un po’ più di azione. Secondo me è un po’ lento. Spero che la trama diventi un po’ più avvincente. Mi piacerebbe pure che i personaggi interagiscano più tra loro per poter capire meglio la loro personalità. Nonostante queste riflessioni, sono contenta che stiamo leggendo questo libro perché ci permette di vedere nuovo vocabolario. Credo che sia interessante imparare così perché troviamo le parole nel loro contesto e, quindi, possiamo comprendere meglio il loro significato e come usarle.