Prendi uno strumento, un attrezzo (reale o di fantasia), descrivilo dettagliatamente e spiegane le funzioni. 

Tag

,

È un oggetto rettangolare, né grande né piccolo. È fatto di carta come un libro ma non è  proprio un libro.  La copertina è  di cartoncino colorato.

Sebbene non sia un libro, ha la stessa forma, è uguale a un libro e al suo interno ci sono parole e anche disegni.

Si può portare nella borsetta oppure nello zaino perché non ha un gran peso e occupa pochissimo spazio.

Mi serve per giocare quando vado in treno al lavoro.  E mi serve anche per ripassare e imparare un po’ d’italiano.

È un libro di passatempi.

Annunci

Parlare di un’immagine

Tag

,

birdcage

 

Innanzitutto,facciamo una descrizione di questa immagine. Si vede una fotografia in bianco e nero dove c’è un’uccelliera con uno uccello di carta.

L’immagine dell’uccelliera è molto precisa ma il fondo è totalmente sfocato e non si distingue nessuna immagine in particolare. Ovviamente si tratta d’una fotografia artistica dove questo fondo sfocato fa che l’immagine dell’uccelliera sia più evidente, più forte.

Ma cosa ci vuole dire l’artista? Sebbene sia in bianco e nero è una fotografia attuale. È un’immagine semplice. Forse può essere una tecnica per mettere in risalto quegli elementi che l’artista vuole sottolineare.

Si tratta d’una metafora? Ma quale? Chissà.

Per esempio, potrebbe essere una metafora della libertà, magari la libertà politica… Oppure potrebbe essere una metafora sull’inquinamento della natura che uccide gli uccelli fino al punto che non ne resterà nessuno… Oppure chissà…

Nonostante ciò, questa immagine mi ricorda la mia infanzia. Perché? Perché quando io ero bambina mio nonno mi voleva insegnare a fare queste figurine di carta: uccellini, aeri, barche… Ma, c’è anche un’immagine carina che ricordo molto bene: mia nonna aveva una grande uccelliera con quegli uccellini che cantavano. Oggi questo non è permesso e neanche non è visto di buon occhio. Ma quegli uccellini sembravano felici. E ricordo anche una serata di primavera che aveva piovuto tanto e che avevo trovato un piccolo uccello caduto in terra e mia nonna l’aveva coperto con un straccio caldo e l’aveva salvato.

Alla fine, questa immagine ci può dire molte cose che ci sono contemporaneamente nel mondo e anche che ci sono solo dentro di noi.

 

LE CITTÀ CONTRO LE MACCHINE 

Tag

,


                 

Gentile direttore,

Le scrivo su una questione che è allo stesso tempo un problema specifico di tutti noi e anche un problema di dimensioni generali: si tratta di ecologia, o più precisamente delle conseguenze che ha su di noi quello che i nostri governanti decidono in relazione a essa. Oggi, ci sono temi di cui spesso sentiamo parlare e che appartengono all’attualità, come il cambiamento climatico; temi che sono entrati nell’agenda politica. I politici, allora, cercano delle soluzioni (o a volte negano persino il problema), e le conseguenze riguardano gli interessi internazionali, il nostro futuro come cittadini, e più ampiamente la natura.

È certo che si deve controllare il modo in cui la nostra presenza ha un effetto sulla  natura e quindi, si devono prendere misure. Queste azioni si devono realizzare in modo strutturale, dato che l’inquinamento e il deterioramento ambientale è un caso generalizzato. È così che si sono creati protocolli internazionali (Kioto, Parigi) e c’è un coinvolgimento ampio. Qua, c’è anche un altro elemento positivo: riconosciamo come si sia prodotto un cambiamento nella mentalità delle persone, che fanno attenzione a questi problemi e se ne preoccupano; anche i programmi dei gruppi politici trattano questi temi, e i successivi cambiamenti generazionali porteranno con loro una stabilizzazione di questo modo di pensare.

Ma non è che i cittadini possano essere d’accordo col modo generale in cui si affronta il problema. I governi dovrebbero prendere in considerazione che, prima di agire sui consumatori, bisognerebbe farlo sul mercato. Allora, sembra logico chiedere ai nostri politici che stabiliscano misure progressive. È così che si dovrebbe, innanzitutto, modificare la natura della produzione. Se necessario, bisognerebbe chiedere che tutti i prodotti siano dall’inizio ecologici. Insomma, bisogna esigere che i cambiamenti siano progressivi (prima nelle fabbriche, poi nel negozio) e che non li facciano pagare ai piccoli consumatori. Nei casi più recenti, infatti, gli autisti troveranno come l’uso delle loro macchine sarà ristretto nelle grandi città, ma le macchine che loro avevano comprato non erano problematiche, per quello che riguarda l’ecologia, appena alcuni anni prima. Chi ne è responsabile?

Riassumendo, le scrivo con lo scopo di sottolineare una situazione che trovo ingiusta. Le aziende tradiscono i loro accordi sull‘ecologia e, in alcuni paesi, non c’è una dura sanzione, come nel caso della Spagna contro la Volkswagen. Invece, i cittadini vedono come le loro macchine, che hanno comprato con normalità, non potranno entrare più in centro città  a seconda dei giorni. Veramente, è proprio giusto?

Segue firma

La mancanza di responsabilità

Tag

,

Credo che un problema principale della società sia la mancanza di responsabilità tra di noi. Tutti conosciamo quella persona che mente per qualsiasi piccola cosa. Ci stiamo trasformando in macchine di bugie. Penso che questo venga dalla nostra paura delle conseguenze dei nostri atti. Non vogliamo riconoscere i nostri errori e neanche avere niente a che fare con le situazioni negative.

Penso che questo si sia imparato dall’ambiente, dai nostri più vicini conoscenti e dalla propria famiglia. Da piccoli vediamo come magari mamma o papà parlano con qualcuno al telefono e dicono una “bugia bianca” e dopo quando domandi ti spiegano che, a volte, ti troverai in circostanze in cui avrai bisogno di dirne una e che questo è normale.

Ma quali circostanze si considerano abbastanza importanti per avere bisogno di una bugia? O è l’importanza l’unica ragione per mentire? Siccome queste misure sono soggettive e dipendono dalle persone con cui parli, magari non lo sapremo mai.

Mi pare che assumere la responsabilitá dei nostri atti nel bene e nel male ci renderà migliori. Non può esserci crescita personale senza imparare dai nostri errori e non possiamo imparare senza conseguenze. Dobbiamo sempre promuovere l’onestá e non aiutare o essere complici di bugie che alla lunga non portano niente di buono.

Se telefonando

Tag

,

 * Da cantare sulle note della famosa canzone di Mina:

 

Il giornale mi sorprende
Ogni giorno con la morte
Nel buio della notte

Tutta la mia angoscia, la mia tristezza
Sono cresciute troppo in fretta
Nel mio cuore

Se telefonando
Io potessi finire
Tutte queste morti in mare
Chiamerei ma
Non so a chi

Guardando tutta l’indifferenza
Davanti a questi assassini
Che siamo tutti noi

Se sapessimo dire basta
Guarderei il mondo
In un modo diverso

Se telefonando
Io potessi finire
Tutte queste morti in mare
Chiamerei ma
Non so a chi

Se urlando forte, forte
Sapessi che qualcuno mi ascolta
Lo farei

Ma non so come farlo
Perché non ho voce
E nel mare continua questa strage

Se telefonando
Io potessi finire
Tutte queste morti in mare
Chiamerei ma
Non so a chi

Tutti siamo ciechi, muti, sordi
E le morti non finiscono
Né finiranno mai

 

Uno di famiglia: un animale che è stato importante per me

Tag

,

IMG-20171118-WA0004

 

Avevo 14 anni e abitavo ancora con i miei, a quei tempi eravamo tutti un po’ tristi perché il mio secondo cane era morto qualche settimana prima.

Dopo un paio di giorni, siamo tornati dal veterinario per pagare le ultime cose. Mia sorella c’è andata con mio padre e, una volta arrivati lì,  hanno visto due gattine nere molto magre e un po’ terrorizzate.  Il veterinario gli ha spiegato che le gattine erano di una nidiata più grande ma, sfortunatamente, tutte e due rimanevano ancora nella clinica perché, siccome erano nere, nessuno le voleva. Immediatamente, mia sorella ha deciso di adottarle e le ha portate a casa nostra e da quel momento sono diventate le gatte della famiglia ma ognuna di noi è la responsabile di una delle due gatte.

La mia si chiama Medea, è nera, grassissima e molto paurosa, ha paura di tutto. È giocherellona e coccolona ma controlla sempre quello che succede intorno a lei, pronta a scappare al primo “pericolo”. Penso che sia così paurosa perché non ci vede molto bene, ha molte difficoltà per calcolare le distanze quando vuole saltare sopra una tavola o una finestra, infatti rimane a calcolare per 3 minuti più o meno prima di saltare. Ha un carattere molto tranquillo e  lei piacciono da matti gli elastici per i capelli e i tappi da vino.

Per me è un animale molto importante nella mia vita perché lei mi ha accompagnato ovunque sia stata, con tutto il mio andirivieni che ho fatto durante gli anni di facoltà… Ad esempio, lei ha vissuto in tutte le case e camere che ho affittato a Barcellona, Marsiglia Lione, Locqmelicq, Dunkerque, Bruxelles, Louvain, Lisbona, Granada… e sempre ritornando a Alicante per le ferie!

Poi, quando stiamo nella casa di mia madre a Alicante, lei è felicissima perché il clima della mia città è di tipo mediterraneo e le temperature sono miti, con circa 340 giorni di sole. Il sole la fa impazzire e in casa di mia madre ci sono delle finestre enormi che fanno entrare il sole tutto il giorno.

Malgrado ciò, lei deve vivere con me e adesso abitiamo in un monolocale nel quartiere del Raval dove, per fortuna, c’entra un sacco di sole anche se lo deve condividere con la mia cagnetta Mamba, che abita con noi da 1 anno e mezzo e che è molto più giovane di lei. Medea ha 14 anni e Mamba 4.

Insomma, posso dire che è una gattina con cui puoi cambiare lo stile di vita perché si abitua facilmente.

 

LA VITA TRA GLI ANIMALI

Tag

,

In realtà, a casa nostra non abbiamo mai vissuto con degli animali. Abbiamo fatto sempre proprio una vita in città, dove avere un animale diventa forse più complesso, almeno più complesso che in paese. Ma, neanche lì, non abbiamo avuto un rapporto forte con gli animali siccome quel nonno che ancora conservava la vecchia casa soltanto aveva delle piante: alberi e verdure. Nonostante ciò, ho veramente avuto un interesse oppure un’ attrazione verso gli animali. Quando ero un bambino, volevo studiare zoologia. Inoltre, mi piaceva il disegno e passavo tempo a disegnarli.

Comunque, qualche rapporto lo abbiamo avuto, effettivamente. Quando mia sorella ed io eravamo piccoli, abbiamo avuto pesci, due tartarughe ed anche alcuni uccelli. I pesci si portavano ogni tanto a casa, siccome hanno una speranza di vita così ridotta. Poi, ci sono state le tartarughe. Un’estate sono diventato responsabile di loro; ero un ragazzino di otto, nove o dieci anni. Ma un giorno le ho dimenticate al sole e si sono seccate; sono morte. Ho cercato di far finta che non fosse successo niente, ma mia madre lo ha scoperto subito.  Infine , con gli uccelli quello che è successo è che mia sorella ne ha liberati alcuni, senza che nessuno la vedesse. Ma tutti n’eravamo sicuri.

Un altro fatto è stato la storia del cagnetto che non abbiamo mai comprato. Questo è un cane che una volta abbiamo (ho) visto in un negozio, e di cui mi sono innamorato. Era ancora piccolino ed allegro, era marrone chiaro e mi è sembrato così bello e carino. Sembrerebbe, infatti, che ci sia  un rapporto ontologico tra bambini e animali. Ma, anche se non l’abbiamo mai comprato, di questo cane si è parlato tante volte in riunioni di famiglia, soprattutto mio padre, quando si mette a ricordare. È così che un certo rapporto tra la famiglia e gli animali c’è proprio stato.

Allora, non è che non abbiamo avuto nessun rapporto con questi piccoli esseri: ce n’è stato uno, piccolo ma forse significativo. Possiamo ancora ricordarcene, e rende i nostri ricordi più interessanti, li ricordiamo con amore. Magari si può dire che per i bambini gli animali rappresentino qualcosa di importante, per la loro formazione.

Diverse età, diverse amicizie

Tag

,

Per me questo argomento è un po’ confuso. Siccome sono cresciuta allo stesso tempo che la tecnologia , questa è diventata, in un certo modo, parte fondamentale delle amicizie oggigiorno, non sono sicura di quale sia il colpevole del cambiamento, se l’età oppure la tecnologia o magari una mescolanza tra tutte e due.

Da piccola, nei primi anni dell’infanzia, credo che sia più chiaro. Non abbiamo nessun problema di cui preoccuparci. Siamo bambini e in certo modo è più facile trovare un amico dovunque. Magari non è quello che adesso pensiamo sia un amico, ma per quel momento è un’amicizia che pensiamo sarà per sempre. Ho conosciuto una bambina più o meno della mia età nel parco a cui le piace giocare allo stesso che a me e quindi possiamo essere amiche. E questo ragionamento si applica per il resto della nostra vita ma in quel momento è l’unico che importa.

Da adolescenti, mentre stiamo diventando creature più insicure e con tantissimi dubbi, tentiamo di forgiare una personalità propria e unica; tutti quegli aspetti che vogliamo che il mondo pensi di noi: che siamo molto diverse dalle altre e per questo semplicemente speciali. In questa fase, non tutte le prime amicizie sopravvivono. Cominciamo ad avere delle amicizie magari non autentiche nel vero senso della parola. Passiamo il tempo con persone che hanno dei gusti simili ma che a volte non sono gradevoli per noi. Per alcune, è il momento dove ci definiamo attraverso le persone che ci circondano. Non dico che per tutti e che sia sempre così ma  succede spesso. Ed entra in gioco l’internet e le amicizie online. Non solo dobbiamo forgiare una personalità nella realtà ma adesso dobbiamo saper fornire un’immagine online che susciti invidia. Questo è anche una barriera che non ci permette di avere amicizie di qualità ma ci permette averne quantità.

L’etá dell’università o del primo lavoro è una proroga dell’adolescenza ma dobbiamo affrontare i nostri primi problemi di quasi-adulti. Perché abbiamo più responsabilità, e perché il nostro tempo libero è scarso, ci troviamo in un punto dove sono poche le amicizie vere ma abbiamo tantissimi amici per andare in giro e divertirci. Sappiamo le differenze tra i due tipi ma questo non cambia il risultato.

E adesso, siamo adulti. È difficile trovare nuove amicizie per la mancanza di tempo, i problemi giornalieri e molto di più. Abbiamo magari due o tre veri amici intimi e questo è un po’ ottimista. Abbiamo dei colleghi, gli amici dei nostri partners e tanti altri conoscenti con cui trascorrere il tempo. Su internet ne abbiamo ancora tantissimi ma non lo si sente così confortante come prima.  

E come sarà dopo? Non posso neanche pensarci. La mia previsione è che continuerà così. Avremo più conoscenti ma saremo più riservate con i nostri veri sentimenti. Diventeremo più chiuse e introspettive.

Scrivi una discussione tra due amici su un’iniziativa del Comune con cui non sei d’accordo.

Tag

,

– Ciao Mario, come stai?

+ Bene, tutto a posto e tu?

– Boh! Un po’ arrabbiato…

+ Ma perchè? Cosa è successo?

– Sai che la nuova sindaca vuole tassare i cittadini possessori di un cane  per la pulizia delle strade.

+ Ma Carlo c’era bisogno di una tassa perchè le strade sono molto sporche.

– Ma io raccolgo sempre gli escrementi del mio cane.  Non è giusto.  Non ti pare?

+ Non esageriamo. Io sono dell’avviso che ci sono tanti cani a Barcellona.  Certo che alcune persone raccolgono gli escrementi  Ma penso che non sempre si faccia.

– Davvero la pensi così? Non sono molto d’accordo con te.

+ Se vuoi un cane, paghi!

– Sarebbe bastata una campagna di sensibilizzazione e poi scusa, rifletti un attimo. Se cominciamo con la tassa sui cani  dopo cosa succederà, una tassa per i bambini, una tassa per gli anziani?

+ Ma dai Carlo! Che discutiamo a fare…  Non sono le stesse cose!

– È peggio! Non riesco a sopportare né  gli anziani né i bimbi e perciò ho un cane.

+ Tu sei veramente pazzo. E tutti sappiamo che sei un asociale. Veramente no ti capisco.

– È molto semplice. Posso parlare con il mio cane… è sempre d’accordo con me…

 

GAP

Tag

,

 

 

Stufo di mangiare surgelati?

Pensi che le grandi ditte alimentari facciano cibo spazzatura?

Entra a far parte del nostro Gruppo di Acquisto e scopri un altro modo di consumare prodotti freschi, più salutare e rispettoso con la natura.

Siamo un gruppo di consumatori e produttori consapevoli dell’importanza di cambiare la maniera di produrre ed acquistare di oggi. Con noi, nulla si getta via, anzi, lo spreco va vietato.

Il nostro Gap ti fornisce la possibilità di avere a portata di mano prodotti diversi (ortaggi, frutta, miele e così via) oltre ad essere sicuro della loro qualità mentre risparmi.

Sebbene ci abbiano bollato come “figli di papà” e ci abbiano fatto altri complimenti del genere, nessuno potrà toglierci l’entusiasmo. Per quanto si sforzino non ci riusciranno, il GAP è un concetto che va alla grande, ad affermarlo non siamo solo noi, ma pure i dati.

Dal momento che c’è un rapporto diretto tra produzione ed acquirenti, si rende prescindibile il ruolo degli intermediari, facendo sì che i costi calino. Secondo certi studi, la riduzione del costo è del 20% circa.

Resici conto del bisogno di stimolare l’agricoltura biologica, il passo successivo era avviare un progetto tanto entusiasta quanto realista, cioè, che i fatti seguissero alle parole… e sì, ce l’abbiamo fatta!

Ciascuno fa la sua parte e collabora come può; il successo e i prodotti si condividono poiché il lavoro lo facciamo in modo disinteressato.

Dunque, cosa aspetti? Prendi la zappa e vieni! Con noi ci si diverte e ci si sente più in armonia con il pianeta.